Verso la seconda edizione della Randonnèe

del dott. Damiano Capaccio Direttore dell’Unità Operativa Pneumologia Interventistica – P.O. Eboli

“La via del Grano” dopo lo straordinario successo della prima edizione, la seconda edizione della randonnèe sullo storico Regio Cammino di Matera è in programma per domenica 9 settembre 2018.

Organizzata su due percorsi: il lungo di 200 km brevetto BRI/ARI ed il corto di 100 km brevetto CPA /ARI, dopo un primo tratto comune attraversando Campagna, Oliveto Citra, Quaglietta… al bivio per S. Gerardo ( Ponte Temete) le strade si dividono, il lungo prosegue per S.Gerardo Teora, Pescopagano, S.Andrea di Conza, Monte Carruozzo, Castelgrande, Santomenna,, Castelnuovo di Conza, al bivio Laviano i percorsi si ricongiungono per proseguire verso Valva, Colliano, Contursi, Serradarce ( Campagna ) fino all’arrivo ad al centro Commerciale Le Bolle ad Eboli.

Un paesaggio straordinario ed unico tra Campania e Basilicata sulla strada voluta nel 1789 da Re Ferdinando IV di Borbone. La Via del Grano è l’appellativo attribuito all’antico Regio Cammino di Matera, un’antica via settecentesca che collegava il Principato Citeriore e l’Ulteriore (le attuali Province di Salerno e di Avellino con la Basilicata). Fu voluta nel 1789 da Re Ferdinando IV di Borbone su proposta del Marchese di Valva, Sopraintendente di strade e ponti ed aveva la funzione non solo di congiungere i comuni dell’entroterra campano e lucano, da Eboli a Melfi, ma anche di assicurare il trasporto del grano e delle altre derrate alimentari delle fertili pianure della Puglia alla capitale del Regno, Napoli.

Il percorso dell’ottocentesca Via del Grano risaliva la valle del fiume Sele, sia sulla destra che sulla sinistra orografica, fino a Ponte Temete, dove si divideva in due diramazioni. L’originale Regio Cammino di Matera, poi Via del Grano, deviava verso est fino a giungere ad Atella e le pianure lucane del Vulture; il secondo ramo si dirigeva a nord, prima verso l’alta Irpinia e l’altipiano del Formicoso e, successivamente, raggiungeva la Capitanata. Nei primi del novecento ed in seguito, con la costituzione dell’ANAS, questi percorsi vennero adattati al nascente trasporto su gomma, passando, i veicoli, dalla trazione esclusivamente animale alla emergente motorizzazione. Con la crescente espansione produttiva della provincia di Foggia, negli anni venti, il ramo principale dalla Via del Grano, divenne quello che parte dalla località Epitaffio di Eboli e termina a Grottaminarda, oggi denominala “strada statale 91 della Valle del Sele”. La diramazione che parte da ponte Temete, che era la principale, diventò di secondaria importanza, oggi denominata “strada statale 381 del Passo delle Crocelle e di Valle Cupa”. Ambedue le strade attraversano un comprensorio geografico rimasto miracolosamente ben conservato, nonostante l’accanimento della natura (terremoto 1980) e dell’uomo (post-terremoto 1980).


viadelgrano


Lungo l’itinerario, innumerevoli testimonianze dello storico percorso, tra le tante il monumento dell’Epitaffio, risalente al 1797, eretto in una contrada rurale di Eboli, che dal cippo prende il nome e recante un’iscrizione in latino su pietra che celebra la costruzione della strada, che da quel luogo doveva giungere fino ad Atella nella Valle di Vitalba in Lucania: “Regnando Ferdinando IV, provvidentissimo Re delle Sicilie, da questo luogo fino ad Atella dei Lucani, per circa 47 miglia, per interessamento dell’illustrissimo signor Giuseppe Valva, Marchese di Valva, Regio Cubiculario, recidendo monti, livellando valli, superando con idonei ponti fiumi e torrenti, fu costruita questa strada rotabile nell’anno 1797”.

Tra le tante bellezze paesaggistiche, architettoniche e culturali, di notevole rilevanza storica la Villa D’Ayala a Valva ( SA) con lo stroardinario parco che per l’occasione sarà possibile visitare.


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